Quindi da oggi, ogni giorno, racconteremo la normalità partendo da una foto.
#averynormalday
Provando a darci una vicendevole mano a uscirne vive!
Attimi di vita reale come spunti per approfondire argomenti diversi e provare a dare, e perché no a ricevere, quei consigli utili dai quali è nato, cinque anni fa, questo blog.
Ora nella mia testa (oltre alla foresta) ho tutto molto chiaro.
Come in un videogame questo è il primo livello, solo grazie a voi posso ora provare a superarlo e andare avanti.
Una donna normale, di nuova generazione, alle prese con una quotidianità vivace, sostenuta da una fervida curiosità e da un forte amore per la vita. Per provare a far sorridere e a semplificare la vita a tante Very Normal Women.
mercoledì 17 gennaio 2018
Oggi ho rigiocato col vento!
"Ma l'irrequieto vento del nord non era ancora soddisfatto. Parlava a Vianne di città ancora da visitare, amici bisognosi da scoprire, battaglie da combattere... da qualcun altro, la prossima volta."
Chocolat
... perchè stavolta lei si ferma qua!
Frase perfetta, nel giorno perfetto!
Oggi ho giocato di nuovo col vento.
Un irrequieto vento del sud. Che parlava di città da visitare e amici lontani.
Che soffiava libertà ed entusiasmo. Che parlava di fiducia e fede.
Di battaglie da combattere.
Essattamente come quasi due anni fa.
Lo raccontavo qua (clicca per vedere) e lo rifarei oggi con le stesse identiche parole.
Che conferma che sono me stessa. Sempre io.
Con le frasi corte e decise e i mille puntini di sospensione.
Con la voglia di raccontarmi e le mie fragilità.
E con un pizzico di consapevolezza in più!
Ho iniziato questo progetto il 19 febbraio 2013.
Ed esattamente come quasi cinque anni fa lo rifarei oggi con le stesse identiche parole.
Facendo tesoro di quello che è successo nel frattempo, strutturandolo, pianificandolo meglio, organizzandolo e ordinandolo, ma soprattutto credendoci un po' di più.
Raccontando di viaggi, casa, cucina, vita e sorprendente normalità.
La normalità delle Very Normal Women come me!
venerdì 7 ottobre 2016
7.10 Anche Oggi! 😊
Autunno.
Primi giorni di freddo.
Non so cosa mettermi. Ho i capelli crespi, la pelle del viso mi tira, le articolazioni scricchiolano.
Ho voglia di un abbraccio.
E di un sorriso.
E allora me lo dono.
Mi sorrido!
Con le labbra, e la pelle un po' secca, con tutti i denti, con gli occhi e con tutte le rughe di espressione.
Benedico l'imperfezione del mondo e mi sfido ad accettarla ogni giorno.
Con il sorriso.
Indosso i riccioli crespi, mi faccio accompagnare alla porta dal melodioso scricchiolare delle mie ossa, e ci provo!
Anche oggi!
www.worldsmileday.com
#worldsmileday
Primi giorni di freddo.
Non so cosa mettermi. Ho i capelli crespi, la pelle del viso mi tira, le articolazioni scricchiolano.
Ho voglia di un abbraccio.
E di un sorriso.
E allora me lo dono.
Mi sorrido!
Con le labbra, e la pelle un po' secca, con tutti i denti, con gli occhi e con tutte le rughe di espressione.
Benedico l'imperfezione del mondo e mi sfido ad accettarla ogni giorno.
Con il sorriso.
Indosso i riccioli crespi, mi faccio accompagnare alla porta dal melodioso scricchiolare delle mie ossa, e ci provo!
Anche oggi!
www.worldsmileday.com
#worldsmileday
martedì 27 settembre 2016
Settembre. Ascoltando..
Settembre.
Tempo di bilanci.
Ci arrivo colma di stanchezza e straripante di progetti.
Una Very Normal Woman che sta acquistando sempre più consapevolezza, i suoi pro e i suoi contro.
Una me che sta imparando tante cose nuove. La pazienza, ma è un altro discorso, e ad ascoltare. Ascoltare davvero.
Mi sono trovata a stupirmi, ascoltando un'amica compiere quarant'anni e dichiararsi completamente realizzata e soddisfatta.
Un pizzico di invidia, non lo nascondo, per quella sua voglia di ringraziare e basta.
Di non chiedere più nulla.
Di essere esplicitamente serena e completa.
Per prima cosa un sorriso spontaneo sul mio viso, poi un punto interrogativo nella mia mente.
Lo sarà davvero oppure è semplicemente diventata grande?
Abbastanza grande da accontentarsi di accettare la vita per quella che è, con le sue discese e le salite repentine, con le sorprese e la monotonia, con l'arcobaleno e gli uragani.
Una donna, consapevole, appunto. Ma non solo, consapevole e matura.
Ma poi, lo sarà davvero?
Ma che domanda è???
Ma poi che significa essere serene e complete??
E' una cosa talmente soggettiva ed anche quotidiana, come del resto risulta nel suo significato più letterale:
"condizione emotiva individuale caratterizzata a livello interiore ed esteriore da tranquillità, calma non solo apparente, ma talmente profonda da non essere soggetta, nell'immediato, a trasformazioni di umore..."
Ascoltando ancora, forse non a caso nella stessa giornata, sento definire la nostra generazione come quella di coloro che hanno scelto di essere felici.
Scelto di farci queste domande, sicuramente, e liberi di darci ognuno la propria soggettiva e forse anche quotidiana risposta.
Generazione di coloro che hanno abbandonato le ipocrisie, le mezze verità, i bigottismi.
Noi ragazzi cresciuti, con il futuro un po' appannato e non certo posato su un rettilineo, ma piuttosto su un tortuoso susseguirsi di tornanti, che è vero che la strada prosegue sempre, ma non riesci a vedere mai cosa c'è dietro.
Persone che scelgono di voler essere felici, pur sapendo che sarà soltanto il risultato finale di una partita.
Una partita piena di strategie, azzardi, sudore e fatica, piccole gratificazioni e grandi illusioni.
Persone instancabili, che la lotta è il nostro pane quotidiano.
La lotta per il raggiungimento della felicità!
A discapito, forse, però, di completezza e serenità.. e di tutto quello che ci sta intorno, soggettivo e quotidiano!
Chissà!
lunedì 13 giugno 2016
Mentre; invece; e allora! "Cara Strullina.."
"Ciao! ...mi si spezza il cuore..."
"Non mi ricordo chi un giorno mi disse che ci sono persone che rimangono da sempre incatenate ad un concetto: l'amore è sofferenza.
E non riescono ad uscire da questo circolo vizioso, per cui trasformano ogni "amore" in sofferenza, appunto.
Come?
Non godendosi i momenti, esasperando le aspettative, donandosi troppo o troppo poco, idealizzando, immaginando come l'altro sarebbe l'ideale si esprimesse.
In questo modo anche l'amore più puro e vero viene disintegrato dall'approccio sbagliato.
Mentre; ci si innamora di una persona e solo all'inizio si riesce a godere di questa così com'è, come ci ha fatto innamorare del resto. Poi subentra quel meccanismo distruttivo e finché non soffriamo non siamo contenti.
Invece; l'amore non è sofferenza e nemmeno sacrificio.
E' accettazione. E' completezza. E' incastro, anche imperfetto.
Sto bene con te per quello che sei e sono felice se tu sei felice.
Non mi aspetto nulla da te, perché mi basto da sola.
E allora; si dovrebbe riuscire davvero a condividere.
Condividere la vita vera, fatta di alti e di bassi.
Fatta di ok e di no.
Fatta di me e di te.
Me così aperta magari e te così chiuso.
Me così esplicita e te così riflessivo.
Me così spontanea e te così rigido e controllato.
O anche l'esatto contrario.
L'amore non è i comportamenti di una persona, ma la sua anima.
E' quell'alchimia strana, inspiegabile, irrazionale e priva di risposte, ma così zeppa di domande, tra un'anima e un'altra.
Non solo tra due corpi, e nemmeno tra due personalità.
L'amore non fa soffrire. E' il nostro approccio all'amore che fa soffrire.
L'amore fa stare bene!
"Non mi ricordo chi un giorno mi disse che ci sono persone che rimangono da sempre incatenate ad un concetto: l'amore è sofferenza.
E non riescono ad uscire da questo circolo vizioso, per cui trasformano ogni "amore" in sofferenza, appunto.
Come?
Non godendosi i momenti, esasperando le aspettative, donandosi troppo o troppo poco, idealizzando, immaginando come l'altro sarebbe l'ideale si esprimesse.
In questo modo anche l'amore più puro e vero viene disintegrato dall'approccio sbagliato.
Mentre; ci si innamora di una persona e solo all'inizio si riesce a godere di questa così com'è, come ci ha fatto innamorare del resto. Poi subentra quel meccanismo distruttivo e finché non soffriamo non siamo contenti.
Invece; l'amore non è sofferenza e nemmeno sacrificio.
E' accettazione. E' completezza. E' incastro, anche imperfetto.
Sto bene con te per quello che sei e sono felice se tu sei felice.
Non mi aspetto nulla da te, perché mi basto da sola.
E allora; si dovrebbe riuscire davvero a condividere.
Condividere la vita vera, fatta di alti e di bassi.
Fatta di ok e di no.
Fatta di me e di te.
Me così aperta magari e te così chiuso.
Me così esplicita e te così riflessivo.
Me così spontanea e te così rigido e controllato.
O anche l'esatto contrario.
L'amore non è i comportamenti di una persona, ma la sua anima.
E' quell'alchimia strana, inspiegabile, irrazionale e priva di risposte, ma così zeppa di domande, tra un'anima e un'altra.
Non solo tra due corpi, e nemmeno tra due personalità.
L'amore non fa soffrire. E' il nostro approccio all'amore che fa soffrire.
L'amore fa stare bene!
sabato 4 giugno 2016
Orizzonte.
Stamattina potrei scrivere di priorità, quella roba li, del dubbio se "sceglila meglio o scegli la meglio"! Di beato chi ne ha una e basta. Potrei scrivere di responsabilità, frutto di scelte, volute o meritate.
Responsabilità che in un attimo si trasformano in punizioni, se solo cambi il punto di vista.
Potrei scrivere di investimenti, o sacrifici. Girando la testa a destra oppure a sinistra, insomma, quella roba li che comunque ti procura fatica, che se la guardi in un modo sei solo affannato, stai solo raggiungendo la vetta, che senza fatica non sarebbe uguale raggiungerla, alla fine. Ma che se la guardi nell'altro sei completamente svuotato.
Potrei parlare di rispetto. Rispetto verso gli altri, che prescinde da quello verso se stessi, sempre.
E di consapevolezza, che spesso manca e spesso è davvero troppa.
Oppure di equilibrio, un filo sottile e nemmeno troppo teso, insomma per veri circensi, oppure matti.
Potrei parlare della realtà, della vita vera, che è fatta di un sacco di cose, un concentrato di vorrei e vorrei ma non posso.
Di rimorsi o rimpianti, o meglio nessuno dei due, che sarebbe bello aver fatto sempre la scelta giusta!
Di scelte, quindi, di decisioni, di pancia, di cuore.
Potrei parlare di famiglia.
Di questo grande contenitore, di amore, di mani che si intrecciano, di sguardi che si trovano, di braccia che si cercano.
La famiglia dove esisti. Dove ti senti a casa.
Potrei parlare di aspettative, traguardi e delusioni.
Di salite, discese e lunghi rettilinei.
Potrei parlare di forza.
Quella che è innata dentro ciascuno di noi.
E quindi di gratitudine.
Perchè alla fine, si esiste!
Una scia colorata di cose accadute e ogni giorno un nuovo punto di partenza.
Davanti solo l'orizzonte, quella cosa la, che più ti avvicini più si allontana, quella roba li, che non raggiungi mai!
Responsabilità che in un attimo si trasformano in punizioni, se solo cambi il punto di vista.
Potrei scrivere di investimenti, o sacrifici. Girando la testa a destra oppure a sinistra, insomma, quella roba li che comunque ti procura fatica, che se la guardi in un modo sei solo affannato, stai solo raggiungendo la vetta, che senza fatica non sarebbe uguale raggiungerla, alla fine. Ma che se la guardi nell'altro sei completamente svuotato.
Potrei parlare di rispetto. Rispetto verso gli altri, che prescinde da quello verso se stessi, sempre.
E di consapevolezza, che spesso manca e spesso è davvero troppa.
Oppure di equilibrio, un filo sottile e nemmeno troppo teso, insomma per veri circensi, oppure matti.
Potrei parlare della realtà, della vita vera, che è fatta di un sacco di cose, un concentrato di vorrei e vorrei ma non posso.
Di rimorsi o rimpianti, o meglio nessuno dei due, che sarebbe bello aver fatto sempre la scelta giusta!
Di scelte, quindi, di decisioni, di pancia, di cuore.
Potrei parlare di famiglia.
Di questo grande contenitore, di amore, di mani che si intrecciano, di sguardi che si trovano, di braccia che si cercano.
La famiglia dove esisti. Dove ti senti a casa.
Potrei parlare di aspettative, traguardi e delusioni.
Di salite, discese e lunghi rettilinei.
Potrei parlare di forza.
Quella che è innata dentro ciascuno di noi.
E quindi di gratitudine.
Perchè alla fine, si esiste!
Una scia colorata di cose accadute e ogni giorno un nuovo punto di partenza.
Davanti solo l'orizzonte, quella cosa la, che più ti avvicini più si allontana, quella roba li, che non raggiungi mai!
sabato 21 maggio 2016
22 maggio!
Domani é il 22 maggio.
Una data che mi é sempre piaciuta più di altre, per una serie di motivazioni, sempre considerate dalla mia paffuta nuvola rosa!
Ero una, da bambina, che da grande non si "sarebbe mai sposata" ma che se proprio lo avesse fatto, sarebbe stato un 22 maggio.
No, non mi sono mai sposata e neanche domani sarà quel 22 maggio li.
Casualità, il giorno che due anni fa, caricai baracche e burattini via da Milano, era il 22 maggio.
La giornata degli "abbracci sinceri".
Uno scoppio di emozioni, un miscuglio tra nostalgia e esuberante voglia di vivere.
Domani sarà di nuovo il 22 maggio.. E Big Boy farà la Prima Comunione.
Uno scoppio di emozioni, una carrellata di responsabilità e sempre un'esuberante voglia di vivere.. E andare avanti!
Io, sulla mia nuvola rosa, a chiedermi tra le altre mille cose, se tutto questo sarà connesso.
E a rimanere senza risposte..
As usual, Let's go!
Una data che mi é sempre piaciuta più di altre, per una serie di motivazioni, sempre considerate dalla mia paffuta nuvola rosa!
Ero una, da bambina, che da grande non si "sarebbe mai sposata" ma che se proprio lo avesse fatto, sarebbe stato un 22 maggio.
No, non mi sono mai sposata e neanche domani sarà quel 22 maggio li.
Casualità, il giorno che due anni fa, caricai baracche e burattini via da Milano, era il 22 maggio.
La giornata degli "abbracci sinceri".
Uno scoppio di emozioni, un miscuglio tra nostalgia e esuberante voglia di vivere.
Domani sarà di nuovo il 22 maggio.. E Big Boy farà la Prima Comunione.
Uno scoppio di emozioni, una carrellata di responsabilità e sempre un'esuberante voglia di vivere.. E andare avanti!
Io, sulla mia nuvola rosa, a chiedermi tra le altre mille cose, se tutto questo sarà connesso.
E a rimanere senza risposte..
As usual, Let's go!
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