Sull'onda della moda del momento.
In un momento in cui ho bisogno di scrivere, ma quello che sto scrivendo è ad un punto fermo.
Quando ho bisogno di meditare.
Cosa direi alla ragazza di dieci anni fa?
In realtà se proprio potessi scegliere parlerei più volentieri con quella che venti di anni fa, ne aveva 18.
Li aveva appena compiuti, ad una festa praticamente deserta, come nei migliori film drammatici.
La data del suo compleanno non è di certo tra le più motivanti per un invito a far serata, nemmeno a diciotto anni, nemmeno vent'anni fa.
Il 2 gennaio del 1999 a quella pizzata eravamo forse una decina.
Gli altri invitai decimati da capodanni estremi e dai mali di stagione.
Nella mia famiglia stavano succedendo cose difficili da accettare ed io, la perfettina, chiamata alle armi per supportare il soldato più debole.
A giugno del 2000 mi sarei poi diplomata, e a settembre mi sarei trasferita a Milano.
3.01.1999
Cara diciottenne,
sono io, la te di vent'anni più avanti. Saremo nel 2019 e avrai appena compiuto 38 anni.
Allora, prima di tutto, rilassati!
A diciotto anni sei ancora una bambina.
E lo so che a te non piace sentirti una bambina, che non vedi l'ora di diventare grande.
Sei una bambina, invece, responsabile e più adulta della tua età, ma pur sempre senza esperienza alcuna e oltretutto troppo sognatrice e poco pragmatica.
[E anche dopo l'esperienza non sarà mai abbastanza e rimarrai sulla tua nuvoletta rosa a lungo, quindi non correre!]
Stai per diplomarti; a questo proposito il giorno del tuo orale studia meglio le Crociate. Grazie! Ed evita di fare l'altezzosa antipatica con la Prof. di matematica!
Poi ferma le bocce!
Ti devi laureare. Sei una brava studentessa, devi solo scegliere la facoltà giusta!
Scendi a compromessi con i tuoi genitori, fuori casa si, ma non così lontano.
Scappare lontano non servirà a nulla.
Forse è meglio se metti da parte la tua ribellione e provate a cambiare alcune cose insieme!
Tanto la colpa delle scelte sbagliate che farai, qualunque esse siano, saranno sempre e soltanto le tue.
E le conseguenze pure!
Arriva in ritardo, guarda l'alba con i tuoi amici. Dormi in spiaggia. Organizza e scappa all'ultimo.
Li farai preoccupare, ma gli eviterai recriminazioni in futuro.
Studia filosofia, condividi l'appartamento con altre studentesse, partecipa alle feste, balla, bevi, ridi.
Viaggia. Anche se a piedi scalzi, zaino in spalla e tasche vuote.
Fai un Erasmus.
Se credi, vai fuori corso, puoi permetterti di laurearti un anno dopo, ma non di aver vissuto i tuoi vent'anni nel migliore dei modi.
Puoi trovarti anche un lavoretto per aiutare i tuoi, ok, ma calma!
Calma, per lavorare c'è tempo, avrai tutta la vita!
Basterà spendere meno soldi in scarpe e vestiti!
Partecipa alle conferenze, visita musei e mostre, colleziona immagini di cose belle in quegli occhioni curiosi.
Non avere fretta. Hai tutto il tempo che vuoi. E tutta l'energia che già dopo i trenta non avrai più.
E la tua mente, ora, è ancora abbastanza libera. E la tua anima, fin qui, è ancora quasi intatta, nessuna cicatrice impedirà alla gioia di pervadere ogni singolo atomo della tua vita!
Non sentirti in colpa, mai! Se hai sbagliato troverai la soluzione, in ogni caso.
Non essere troppo severa con te stessa. Altrimenti lo diventerai anche con gli altri.
Perdonati sempre! E ridici su.
Non pensare troppo all'amore. Tanto non ti innamorerai prima dei trentacinque anni.
Il resto lo sembrerà e basta!
Mantieni il cuore puro per la persona che veramente lo meriterà.
Non temere, arriverà!
Non affannarti.
Canta a squarcia gola, salta, balla, suda.
Dormi!
Concentrati sull'amicizia e sui legami con le persone.
Goditi i tuoi nipotini. Sta loro vicino durante la loro adolescenza. Siete cresciuti praticamente insieme e loro hanno bisogno di te.
Tutta questa ipersensibilità devi imparare a gestirla subito. Non riuscirai a risolvere i problemi del mondo. Raccogli le tue energie per provare a metabolizzare i tuoi!
Allenati a volerti bene.
Prenditi cura del tuo corpo, mangia sano. Smetti di fumare, subito!
Non esagerare con i carboidrati, non cercare l'affetto nei biscotti!
Osa! A vent'anni puoi permetterti di osare. Vestiti strana, male, usa smalti colorati e rasati i capelli. Dopo non ne avrai mai più il coraggio.
Ridi. Ridi tanto e rumoroso!
Fai dello yoga! Se inizi a vent'anni a 38 non sembrerai un elefante quando lo farai.
Prendi consapevolezza di chi sei e impara ad accettarti.
Ora, guardati allo specchio.
Quando tra vent'anni guarderai le foto di questi momenti, scoprirai che sei bellissima!
Una donna normale, di nuova generazione, alle prese con una quotidianità vivace, sostenuta da una fervida curiosità e da un forte amore per la vita. Per provare a far sorridere e a semplificare la vita a tante Very Normal Women.
mercoledì 16 gennaio 2019
venerdì 19 gennaio 2018
Nun ce pensà!
Facciamo che una mattina, più di un'altra, vi svegliate con un pensiero più ossessivo degli altri nella testa.
Che questa ossessione non abbia nessuna intenzione di essere temporanea e che perduri oltre il primo caffè!
Facciamo che vi scorti ad accompagnare i boys a scuola.
Che sia più insistentemente frastornante di Big Boy che si prepara in ritardo e di Little Boy che nel frattempo vi racconta tutti i sogni che ha fatto mixati con i programmi per i prossimi sei mesi.
Che questo pensiero sia il vostro improduttivo assistente in ufficio, ma siccome siete multitasking comunque lavoriate.
Facciamo che a un certo punto iniziate a litigarci, ad alta voce.
"E basta, staccati, mollami, lasciami in pace, vattene!"
E che lui non abbia molta intenzione di abbandonarvi volontariamente.
E ok, avete già fatto tutto quello che negli anni, vi è stato insegnato.
Nell'ordine:
- vi siete già ripetute come un mantra che nessuna vostra azione potrà in nessun modo cambiare il risultato di alcune cose;
- avete già inspirato contando fino a quattro e espirato arrivando a otto;
- siete già andate davanti allo specchio a fissarvi negli occhi sorridendo;
- avete anche già visualizzato gli ingranaggi girare e piano piano allontanarsi fino a non toccarsi più...
E avete anche provato a smettere di combatterlo, questo pensiero ossessivo, e gli avete parlato da persone mature: "dai, impariamo a convivere!".
Niente!
Facciamo che vi sentite come se aveste le tonsille gonfie fino alla bocca dello stomaco, ma in realtà non le avete nemmeno più le tonsille!
Rimane una sola cosa da fare!
Non pensarci più!
Come?
Sotto i cinque consigli pratici "nun ce pensà!" a portata di tutti e senza muoversi troppo!
[che alla fine lo sappiamo già bene che una corsetta sarebbe la cosa migliore]
Procuratevi un computer (o anche uno smart-phone va benissimo), delle casse e una buona connessione a internet!
1) Iniziate un corso on-line di lingua indonesiana.
Non si sa mai la soluzione a tutto sia proprio girarsi di spalle e fuggire al di la dell'oceano!
Che oltretutto magari è il freddo e il grigiore invernale che semplicemente amplificano il vostro pensiero!
2) Fate shopping on-line!!
Alternativa salva carta di credito: funziona benissimo anche riempire i carrelli di più shop fino all'orlo e poi chiudere la sessione violentemente senza acquistare nulla! Potete anche imprecare facendolo!
3) Create una play-list a tema!
Concentrarsi a trovare un tema è già abbastanza impegnativo.
Trovare le canzoni adatte e ascoltarle, magari cantarle e ballarle dovrebbe essere documentato in una rivista scientifica come metodo anti ossesioni!
4) Procuratevi del cioccolato, della cioccolata calda, della Nutella, tisane rilassanti, siepi di biancospino, cespugli di lavanda e un sacchetto di valeriana (al super la vendono anche già lavata e dopo il consumo potete respirare nel sacchetto!)
In casi limite consentito anche dello Spritz!
5) Se niente ti ha impegnato il cervello abbastanza da scacciare il pensiero ossessivo, rimane solo una cosa da fare: scorrere le stories di Instagram di Fedez e la Ferragni!
#averynormalday
Che questa ossessione non abbia nessuna intenzione di essere temporanea e che perduri oltre il primo caffè!
Facciamo che vi scorti ad accompagnare i boys a scuola.
Che sia più insistentemente frastornante di Big Boy che si prepara in ritardo e di Little Boy che nel frattempo vi racconta tutti i sogni che ha fatto mixati con i programmi per i prossimi sei mesi.
Che questo pensiero sia il vostro improduttivo assistente in ufficio, ma siccome siete multitasking comunque lavoriate.
Facciamo che a un certo punto iniziate a litigarci, ad alta voce.
"E basta, staccati, mollami, lasciami in pace, vattene!"
E che lui non abbia molta intenzione di abbandonarvi volontariamente.
E ok, avete già fatto tutto quello che negli anni, vi è stato insegnato.
Nell'ordine:
- vi siete già ripetute come un mantra che nessuna vostra azione potrà in nessun modo cambiare il risultato di alcune cose;
- avete già inspirato contando fino a quattro e espirato arrivando a otto;
- siete già andate davanti allo specchio a fissarvi negli occhi sorridendo;
- avete anche già visualizzato gli ingranaggi girare e piano piano allontanarsi fino a non toccarsi più...
E avete anche provato a smettere di combatterlo, questo pensiero ossessivo, e gli avete parlato da persone mature: "dai, impariamo a convivere!".
Niente!
Facciamo che vi sentite come se aveste le tonsille gonfie fino alla bocca dello stomaco, ma in realtà non le avete nemmeno più le tonsille!
Rimane una sola cosa da fare!
Non pensarci più!
Come?
Sotto i cinque consigli pratici "nun ce pensà!" a portata di tutti e senza muoversi troppo!
[che alla fine lo sappiamo già bene che una corsetta sarebbe la cosa migliore]
Procuratevi un computer (o anche uno smart-phone va benissimo), delle casse e una buona connessione a internet!
1) Iniziate un corso on-line di lingua indonesiana.
Non si sa mai la soluzione a tutto sia proprio girarsi di spalle e fuggire al di la dell'oceano!
Che oltretutto magari è il freddo e il grigiore invernale che semplicemente amplificano il vostro pensiero!
2) Fate shopping on-line!!
Alternativa salva carta di credito: funziona benissimo anche riempire i carrelli di più shop fino all'orlo e poi chiudere la sessione violentemente senza acquistare nulla! Potete anche imprecare facendolo!
3) Create una play-list a tema!
Concentrarsi a trovare un tema è già abbastanza impegnativo.
Trovare le canzoni adatte e ascoltarle, magari cantarle e ballarle dovrebbe essere documentato in una rivista scientifica come metodo anti ossesioni!
4) Procuratevi del cioccolato, della cioccolata calda, della Nutella, tisane rilassanti, siepi di biancospino, cespugli di lavanda e un sacchetto di valeriana (al super la vendono anche già lavata e dopo il consumo potete respirare nel sacchetto!)
In casi limite consentito anche dello Spritz!
5) Se niente ti ha impegnato il cervello abbastanza da scacciare il pensiero ossessivo, rimane solo una cosa da fare: scorrere le stories di Instagram di Fedez e la Ferragni!
#averynormalday
giovedì 18 gennaio 2018
Madre: supporta e sopporta! Non troppo vicino però!
"Ciao cucciolo! Come è andata a scuola oggi?"
"bene"
"Ah ok! Voti nuovi? Amici nuovi? Tutto okkkk?"
"uh uh... no, si si tutto ok!"
....
"Oggi hai rugby, che ne dici se vengo a vederti?"
"ok!"
"Ah figooooo! Non vedo l'ora. Allora vengo!"
"uh uh, basta che stai fuori"
"Ovvio, mica vengo a giocare con voi!"
"no, nel senso, passi di li passeggiando, guardi un po' il telefono, non è che vieni proprio li.."
"Ah, come?"
"non è che si vede proprio che sei venuta a vedere me, insomma!"
"Ah, devo far finta di non essere tua madre???"
"no, non proprio, dai fai finta che sei una che passa di li per caso, vede dei ragazzi giocare e si ferma a guardare due minuti...!"
"Ah, ok!"
#averynormalday
Il mio giorno libero e il mio entusiasmo.
Big Boy undici anni, la prima media e la sua pre-adolescenza!
E la cosa più strana, è che ancora, seppur a tratti, riesco a capirlo!
Sei madre: del rugby prendi i calzini sudati e le scarpe fangose, del basket l'organizzazione delle trasferte, del pianoforte gli allenamenti serali, della scuola tutto ciò che c'è da migliorare, dei rapporti sociali solo le complicanze, dei primi amori solo le lacrime alla fine!
Sei madre, supporta e sopporta!!
E sopratutto comprendi e rispetta!!
Ci si prova!
"bene"
"Ah ok! Voti nuovi? Amici nuovi? Tutto okkkk?"
"uh uh... no, si si tutto ok!"
....
"Oggi hai rugby, che ne dici se vengo a vederti?"
"ok!"
"Ah figooooo! Non vedo l'ora. Allora vengo!"
"uh uh, basta che stai fuori"
"Ovvio, mica vengo a giocare con voi!"
"no, nel senso, passi di li passeggiando, guardi un po' il telefono, non è che vieni proprio li.."
"Ah, come?"
"non è che si vede proprio che sei venuta a vedere me, insomma!"
"Ah, devo far finta di non essere tua madre???"
"no, non proprio, dai fai finta che sei una che passa di li per caso, vede dei ragazzi giocare e si ferma a guardare due minuti...!"
"Ah, ok!"
#averynormalday
Il mio giorno libero e il mio entusiasmo.
Big Boy undici anni, la prima media e la sua pre-adolescenza!
E la cosa più strana, è che ancora, seppur a tratti, riesco a capirlo!
Sei madre: del rugby prendi i calzini sudati e le scarpe fangose, del basket l'organizzazione delle trasferte, del pianoforte gli allenamenti serali, della scuola tutto ciò che c'è da migliorare, dei rapporti sociali solo le complicanze, dei primi amori solo le lacrime alla fine!
Sei madre, supporta e sopporta!!
E sopratutto comprendi e rispetta!!
Ci si prova!
mercoledì 17 gennaio 2018
#averynormalday
Quindi da oggi, ogni giorno, racconteremo la normalità partendo da una foto.
#averynormalday
Provando a darci una vicendevole mano a uscirne vive!
Attimi di vita reale come spunti per approfondire argomenti diversi e provare a dare, e perché no a ricevere, quei consigli utili dai quali è nato, cinque anni fa, questo blog.
Ora nella mia testa (oltre alla foresta) ho tutto molto chiaro.
Come in un videogame questo è il primo livello, solo grazie a voi posso ora provare a superarlo e andare avanti.
#averynormalday
Provando a darci una vicendevole mano a uscirne vive!
Attimi di vita reale come spunti per approfondire argomenti diversi e provare a dare, e perché no a ricevere, quei consigli utili dai quali è nato, cinque anni fa, questo blog.
Ora nella mia testa (oltre alla foresta) ho tutto molto chiaro.
Come in un videogame questo è il primo livello, solo grazie a voi posso ora provare a superarlo e andare avanti.
Oggi ho rigiocato col vento!
"Ma l'irrequieto vento del nord non era ancora soddisfatto. Parlava a Vianne di città ancora da visitare, amici bisognosi da scoprire, battaglie da combattere... da qualcun altro, la prossima volta."
Chocolat
... perchè stavolta lei si ferma qua!
Frase perfetta, nel giorno perfetto!
Oggi ho giocato di nuovo col vento.
Un irrequieto vento del sud. Che parlava di città da visitare e amici lontani.
Che soffiava libertà ed entusiasmo. Che parlava di fiducia e fede.
Di battaglie da combattere.
Essattamente come quasi due anni fa.
Lo raccontavo qua (clicca per vedere) e lo rifarei oggi con le stesse identiche parole.
Che conferma che sono me stessa. Sempre io.
Con le frasi corte e decise e i mille puntini di sospensione.
Con la voglia di raccontarmi e le mie fragilità.
E con un pizzico di consapevolezza in più!
Ho iniziato questo progetto il 19 febbraio 2013.
Ed esattamente come quasi cinque anni fa lo rifarei oggi con le stesse identiche parole.
Facendo tesoro di quello che è successo nel frattempo, strutturandolo, pianificandolo meglio, organizzandolo e ordinandolo, ma soprattutto credendoci un po' di più.
Raccontando di viaggi, casa, cucina, vita e sorprendente normalità.
La normalità delle Very Normal Women come me!
venerdì 7 ottobre 2016
7.10 Anche Oggi! 😊
Autunno.
Primi giorni di freddo.
Non so cosa mettermi. Ho i capelli crespi, la pelle del viso mi tira, le articolazioni scricchiolano.
Ho voglia di un abbraccio.
E di un sorriso.
E allora me lo dono.
Mi sorrido!
Con le labbra, e la pelle un po' secca, con tutti i denti, con gli occhi e con tutte le rughe di espressione.
Benedico l'imperfezione del mondo e mi sfido ad accettarla ogni giorno.
Con il sorriso.
Indosso i riccioli crespi, mi faccio accompagnare alla porta dal melodioso scricchiolare delle mie ossa, e ci provo!
Anche oggi!
www.worldsmileday.com
#worldsmileday
Primi giorni di freddo.
Non so cosa mettermi. Ho i capelli crespi, la pelle del viso mi tira, le articolazioni scricchiolano.
Ho voglia di un abbraccio.
E di un sorriso.
E allora me lo dono.
Mi sorrido!
Con le labbra, e la pelle un po' secca, con tutti i denti, con gli occhi e con tutte le rughe di espressione.
Benedico l'imperfezione del mondo e mi sfido ad accettarla ogni giorno.
Con il sorriso.
Indosso i riccioli crespi, mi faccio accompagnare alla porta dal melodioso scricchiolare delle mie ossa, e ci provo!
Anche oggi!
www.worldsmileday.com
#worldsmileday
martedì 27 settembre 2016
Settembre. Ascoltando..
Settembre.
Tempo di bilanci.
Ci arrivo colma di stanchezza e straripante di progetti.
Una Very Normal Woman che sta acquistando sempre più consapevolezza, i suoi pro e i suoi contro.
Una me che sta imparando tante cose nuove. La pazienza, ma è un altro discorso, e ad ascoltare. Ascoltare davvero.
Mi sono trovata a stupirmi, ascoltando un'amica compiere quarant'anni e dichiararsi completamente realizzata e soddisfatta.
Un pizzico di invidia, non lo nascondo, per quella sua voglia di ringraziare e basta.
Di non chiedere più nulla.
Di essere esplicitamente serena e completa.
Per prima cosa un sorriso spontaneo sul mio viso, poi un punto interrogativo nella mia mente.
Lo sarà davvero oppure è semplicemente diventata grande?
Abbastanza grande da accontentarsi di accettare la vita per quella che è, con le sue discese e le salite repentine, con le sorprese e la monotonia, con l'arcobaleno e gli uragani.
Una donna, consapevole, appunto. Ma non solo, consapevole e matura.
Ma poi, lo sarà davvero?
Ma che domanda è???
Ma poi che significa essere serene e complete??
E' una cosa talmente soggettiva ed anche quotidiana, come del resto risulta nel suo significato più letterale:
"condizione emotiva individuale caratterizzata a livello interiore ed esteriore da tranquillità, calma non solo apparente, ma talmente profonda da non essere soggetta, nell'immediato, a trasformazioni di umore..."
Ascoltando ancora, forse non a caso nella stessa giornata, sento definire la nostra generazione come quella di coloro che hanno scelto di essere felici.
Scelto di farci queste domande, sicuramente, e liberi di darci ognuno la propria soggettiva e forse anche quotidiana risposta.
Generazione di coloro che hanno abbandonato le ipocrisie, le mezze verità, i bigottismi.
Noi ragazzi cresciuti, con il futuro un po' appannato e non certo posato su un rettilineo, ma piuttosto su un tortuoso susseguirsi di tornanti, che è vero che la strada prosegue sempre, ma non riesci a vedere mai cosa c'è dietro.
Persone che scelgono di voler essere felici, pur sapendo che sarà soltanto il risultato finale di una partita.
Una partita piena di strategie, azzardi, sudore e fatica, piccole gratificazioni e grandi illusioni.
Persone instancabili, che la lotta è il nostro pane quotidiano.
La lotta per il raggiungimento della felicità!
A discapito, forse, però, di completezza e serenità.. e di tutto quello che ci sta intorno, soggettivo e quotidiano!
Chissà!
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